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The Way Of Council

Durata: 
60-90 min
Argomenti affrontati : 
Comunicazione
Dinamiche di gruppo
Sviluppo personale

Il Council è un metodo di condivisione, incentrato sull'empatia e sull'ascolto attivo. E' una pratica di storytelling personale particolarmente indicata per lavorare sui temi della crescita individuale e del rafforzamento delle dinamiche di gruppo.

Finalità: 

In un momento storico in cui della comunicazione si tende a dare sempre maggiore importanza all'aspetto espressivo (come esprimersi in maniera chiara ed efficace, come migliorare la propria performance), questa pratica vuole approfondire i benefici che possono essere riscontrati attraverso un lavoro fatto principalmente sull'ascolto. Lo scopo del Council è di mettere in connessione un gruppo di individui legato da relazioni sociali più o meno definite (colleghi, famiglie, gruppi classe, gruppi di lavoro, gruppi di sconosciuti) attraverso la condivisione di storie personali, in modo da promuovere una relazione basata sull'empatia e l'ascolto, in modo da favorirne l'aspetto inclusivo ed emotivo.

Metodologia: 

E' difficile tradurre "Council" in italiano, poichè il termine corretto sarebbe "Concilio"  (dal latino concilium  ‘unione, adunanza, assemblea’, composto di cum ‘con - insieme’ e calare ‘chiamare’: quindi chiamare tutti insieme - un'assemblea generale), tuttavia nella cultura corrente questo termine ha assunto una sfumatura di significato diversa e di fatto non è più adoperato per indicare una riunione generale di una comunità in forma di celebrazione collettiva. Da qui la decisione di mantenere il nome in inglese: "The Way of Council". Il Council è una forma di comunicazione orizzontale, una pratica per costruire una comunità, un metodo per sostenere processi di gruppo, sia attraverso le crisi che i conflitti. Viene utilizzato in tutti i campi della vita: a scuola, in famiglia, in azienda, nelle relazioni e nelle comunità come forma per il processo decisionale, per  la gestione dei conflitti, per riflessione, nel lavoro di pace e di riconciliazione e molto altro. La pratica di base del Council è estremamente efficace, semplice e profonda: un gruppo di persone si trova in un cerchio, un oggetto parlante (talking piece) è passato da persona a persona, una alla volta le persone parlano e tutti ascoltano. Ognuno ha una voce, tutti vengono ascoltati, è un modo di comunicazione con radici secolari in molte culture. 

Processo per fasi: 

I partecipanti vengono invitati a sedersi in cerchio, in modo che tutti siano uguali ed ognuno possa vedere ed essere visto dagli altri, senza tuttavia perdere l'aspetto della totalità del gruppo. Il facilitatore procede allora all'introduzione del metodo, che prevede:

  • la presentazione delle intenzioni del Council che sono: 1. parlare dal cuore, 2. ascoltare con il cuore, 3. essere spontanei, 4. essere essenziali, 5. confidenzialità. Queste intenzioni rappresentano per i partecipanti delle linee guida di qualità e atteggiamenti da seguire per tutta la durata della sessione al fine di creare uno spazio protetto dove poter condividere le proprie storie;
  • la presentazione del talking piece (oggetto parlante), della sua funzione e della sua modalità d'uso;
  • un chiarimento inerente alla forma utilizzata e alle tempistiche (una sessione di Council è definita da un limite temporale imposto dal facilitatore oppure dall'esaurimento delle storie, ragion per cui può avere una durata variabile);

 Dopo aver chiarito tutte le dinamiche ed essersi accertati che queste siano state comprese da tutti i partecipanti, l'inizio del processo viene marcato da una "cerimonia" di apertura, che ha la funzione di invitare i partecipanti a vivere le intenzioni del Council nella maniera più presente possibile. A partire da quel momento in poi soltanto chi avrà in mano il talking piece potrà parlare, mentre gli altri verranno invitati a focalizzare su quella persona tutta la loro attenzione. Il facilitatore introdurrà il tema della condivisione e aprirà lo spazio ai partecipanti. La scelta del tema è strettamente legata alle finalità della sessione (conoscenza, risoluzione di conflitti, condivisione, esplorazione di una problematica precisa, ecc.) e all'età e alla composizione del gruppo, in quanto non è altro che l'invito a condividere una storia personale su un argomento specifico che viene solitamente introdotto dalla formula "racconta una storia...". I partecipanti vengono invitati a parlare in prima persona, focalizzandosi il più possibile sul proprio punto di vista, le proprie sensazioni e le proprie esperienze. La forma più classica e più usata per la condivisione è quella del cerchio (quando il talking piece viene passato di persona in persona in senso orario fino al compimento del giro completo del cerchio), ma il Council presenta un diverso numero modalità di implementazione che viene solitamente scelta in base agli obiettivi della specifica sessione. E' importante sottolineare che il Council nasce per favorire una libera forma di espressione, ragion per cui l'idea è quella di instaurare nel gruppo un'atmosfera completamente scevra da qualsiasi tipo di giudizio e che i partecipanti si sentano liberi di esprimersi nella maniera più spontanea e libera possibile (il che include la scelta di restare in silenzio, di cantare o danzare, di scegliere di non convidere, ecc.). Una volta terminato il tempo a disposizione, il facilitatore guiderà il gruppo alla chiusura della dinamica (spesso questo comprende un giro extra di "eco", cioè l'invito a ripetere una parola o una frase detta da un altro partecipante che ci abbia particolarmente colpito, oppure un giro di sensazioni) e vedrà di marcare in modo altrettanto definito la fine del processo.

Materiali e risorse: 

E' importante che i partecipanti si trovino seduti in cerchio, meglio se direttamente sul pavimento (in tal caso potrebbe essere opportuno mettere a disposizione dei cuscini o un supporto che renda più confortevole la seduta). All'interno nel cerchio vengono posizionati uno o più oggetti (scelti dal facilitatore) affinché fungano da "talking piece" (oggetti parlanti), cioè strumenti che verranno utilizzati nel corso della sessione per identificare le persone che sceglieranno di parlare e condividere all'interno del cerchio e che verranno poi passati da un partecipante all'altro.

Esiti: 

Il Council produce ottimi risultati tanto in termini di crescita personale, quanto in termini di empatia di gruppo e sviluppo di abilità comunicative ed emotive. Nonostante non sia assolutamente una terapia, spesso il Council può risultare uno strumento molto terapeutico, in quanto può provocare delle reazioni emotive molto forti e molto intime, sia per coloro che parlano che per coloro che ascoltano. Alcuni dei risultati più frequenti sono:

  • Imparare ad entrare a maggior contatto con le proprie emozioni e quelle degli altri;
  • Sentirsi parte di una comunità (o di un gruppo) più forte e più solida;
  • Praticare l'essere spontanei;
  • Imparare ad ascoltare e a focalizzare meglio la propria attenzione;
  • Imparare ad esprimersi in maniera più essenziale e precisa;
  • Essere più aperti;
  • Sviluppare le proprie capacità empatiche;
Valutazione: 

Nonostante la sua semplicità, il Council è una pratica che richiede uno studio e una preparazione accurata che non può essere lasciata al caso. L'argomento della sessione, la modalità di svolgimento della pratica, l'introduzione delle intenzioni, lo stile di facilitazione, la gestione del tempo e del gruppo, sono tutti elementi che devono essere definiti con attenzione in base all'obiettivo della sessione stessa e del background del gruppo dei partecipanti. Ha un enorme potenziale che può essere vanificato con molta facilità se si trascura uno di questi elementi, in particolare la gestione delle emozioni del gruppo.
La pratica non è particolarmente indicata per discussioni pratiche, "botta e risposta", dibattiti, condivisioni generali, votazioni, grandi gruppi (a meno che non vengano usate forme particolari che facilitino quel tipo di processo). E' importante cercare di fare in modo che tutti i partecipanti si sentano coinvolti, invitando coloro che eventualmente decidessero di non partecipare all'attività di svolgere comunque un ruolo da osservatore in modo da tenere tutti all'interno della dinamica. Solitamente è raccomandabile effettuare in apertura una sorta di "giro di prova" sottoforma di check-in in modo che tutti tocchino il talking piece e capiscano lo svolgimento della dinamica.

Note per un uso ulteriore: 

Come è stato già evidenziato, il Council può essere utilizzato in diverse forme a seconda dei bisogni specifici del gruppo. E' uno strumento intuitivo e molto semplice con un ricco background di risorse e input che può essere approfondito in modo da trovare la modalità più adatta alle proprie esigenze educative e formative. Alcuni link utili per approfondire: 

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