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IncontrArti

Tipo di strumento : 
Energizer - Icebreaker
Durata: 
60-90 min
Argomenti affrontati : 
Anti-racism
Migrants
Social inclusion
Il Progetto IncontrArti è un progetto educativo di natura interculturale che si propone di favorire l'integrazione dei bambini stranieri nella nostra società attraverso le potenzialità dell'arte, dei processi creativi e del linguaggio visuale.
Finalità: 

Promuovere l'integrazione tra persone provenienti da culture diverse attraverso le potenzialità dell'arte e dell'azione creativa. Sensibilizzare alla diversità culturale ed elaborare un approccio relativistico nei confronti dei nostri costrutti sociali, culturali e politici.

Metodologia: 

Se consideriamo come metodo "un complesso stabile di modi di agire, comportarsi, interagire, collocarsi, intervenire nelle diverse contingenze della realtà e della prassi educativa" (R.Massa, 1991), dobbiamo riconoscere nei seguenti punti i principi cardine del progetto IncontrArti:- Approccio multimediale: il concetto di multimedialità è entrato nel nostro gergo quotidiano da almeno vent'anni, ovvero da quando abbiamo cominciato ad avere a disposizione una serie molto variegata di strumenti di comunicazione ed espressione, soprattutto con l'arrivo di Internet. Multimediale, tuttavia, può più semplicemente riferirsi a un approccio educativo che promuova la ricerca e l'utilizzo di strumenti di conoscenza, comunicazione ed espressione della realtà diversi dall'ordinario. Innanzitutto, è importante realizzare la necessità di sviluppare una conoscenza più organica del mondo in cui viviamo, sradicando il primato dell'occhio in favore degli altri sensi. Multimediale si trasforma qui in polisensoriale, ovvero nella ricerca di una percezione totale, specialmente attraverso tatto e udito, ma anche attraverso le emozioni. La sinestesia, fenomeno che conosciamo soprattutto nella sua accezione di figura retorica, diventa qui unione cooperante di sensi, di percezioni che si producono in un emozione interiore riverberante la nostra percezione.Ma una conoscenza fine a se stessa è inutile: bisogna imparare a comunicarla. Essendo il progetto IncontrArti una proposta per l'educazione interculturale che pretende di lavorare in gruppi misti per cultura, il primo problema che si trova ad affrontare è quello della barriera linguistica (oltre che culturale). Serve cercare altre forme di comunicazione, alternative a quella verbale. In questo senso assume fondamentale importanza il linguaggio delle immagini, cui siamo sottoposti costantemente ma di cui troppo spesso siamo spettatori passivi. La comunicazione visuale, oltre ad essere immediata e facilmente decodificabile, è anche e soprattutto fruibile a tutti, indipendentemente dalla cultura di appartenenza, essendo totalmente affrancato da qualsiasi codice, alfabeto o altra convenzione sociale.Non solo immagini, ma gesti, musiche, drammaturgie rappresentano validi strumenti per costruire ponti tra culture e originare occasioni di vitale e interattivo contatto tra persone dai diversi background.Nel concreto, i temi che vengono solitamente affrontati nel progetto IncontrArti - che sono i più svariati e spesso non direttamente connessi al tema interculturale - vengono presentati attraverso materiali differenti: libri, leporelli, mappe, video, musiche, opere d'arte, fotografie, proprio al fine di cogliere e valorizzare la specificità conoscitiva di ogni strumento.- Provocazione, straniamento, frattura delle conoscenze prestabilite: se vogliamo davvero imparare a guardare le cose da un altro punto di vista e, soprattutto in riferimento all'interculturalità, a modificare i nostri costrutti mentali sul diverso, dobbiamo innanzitutto partire dalla nostra identità. Considerarla monolitica e assoluta vuol dire non ammettere che le altre società possano essersi organizzate in modi diversi dai nostri, sviluppando costrutti politici, sociali e culturali differenti. Per questo nel progetto IncontrArti si cercherà di partire da inconsuete interpretazioni del nostro ordinario, da diverse modalità di guardare alla realtà, da divergenti punti di vista sulle cose che diamo per scontate. Questo conduce a tecniche di percezione e approccio al reale che ci permettono di pensare in modo laterale (E.De Bono) e divergente (J.Guilford) e di sviluppare soluzioni alternative per risolvere un problema o per scavalcare un ostacolo. Cosa particolarmente importante, considerata la complessità del mondo in cui viviamo (E.Morin) e l'enormità di questioni sia morali che pratiche che il tema interculturale porta con sè. Bisogna trovare nuove vie e lo si può fare solo se si accetta di essere "scossi" nelle nostre sicurezze.- Risemantizzazione: una parola apparentemente difficile, ma allo stesso tempo esemplificabile in modo molto semplice. Consiste essenzialmente nell'attribuire nuovi significati a oggetti e realtà del quotidiano. E' ciò che hanno fatto grandi artisti quali Picasso, Duchamp, Ray e in generale i Dadaisti. Trovavano un oggetto che ritenevano interessante e lo reinterpretavano, facendolo diventare qualcosa d'altro. Così il sellino di una bici è diventata una testa di toro o un orinatoio una fontana. La realtà è piena di stimoli e di idee, bisogna solo avere quella giusta predisposizione che ci permetta di vederci qualcosa di nuovo e di valorizzare questo oggetto semplicemente "trovato" (B.Munari) in un originale ready-made.- Ricerca delle varianti: in parte connesso con il processo di risemantizzazione, ne è in realtà un'appendice trasversale. Consiste nel "cambiare sistematicamente i caratteri che definiscono normalmente un oggetto, una figura o una qualsiasi realtà" (M.Nocchi Croccolo), per vedere fino a che punto si conserva la sua identità. E' una sorta di prova di elasticità della realtà: vedere quanti e quali modi diversi possono esistere della stessa cosa. Era questa un'attività gradita a Bruno Munari, che invitava i bambini partecipanti ai suoi atelier a vedere in quanti modi potevano tracciare una linea o disegnare una faccia o scrivere il loro nome o lasciare un'impronta. Si possono cercare le varianti nel colore, nella forma, nelle dimensioni etc. Nel contesto del progetto IncontrArti, questo significa non solo cercare la differenza ma addirittura crearla e promuoverla. Un tassello fondamentale nella valorizzazione delle culture e delle identità, che parallelamente ci conduce a realizzare anche quali sono le analogie e le costanti del nostro essere tutti ugualmente umani. I fondamentali sopraelencati si rifanno tuttavia a un processo di fondo, sempre presente in ognuna della attività del progetto IncontrArti: è la creatività, intesa come la capacità "di produrre qualcosa di nuovo" (L.S.Vygotskij) e "di avere idee originali che abbiano valore" (K.Robinson). Spesso pensiamo di non essere delle persone creative e che questa sia una facoltà propria solamente deglia artisti o delle persone in qualche modo "geniali". In realtà, la creatività è una regola della nostra attività mentale, che ci permette di strutturare e significare le informazioni che riceviamo. Dobbiamo solo recuperare la volontà di mettere in moto questo processo creativo, in modo davvero attivo e consapevole, perchè, come affermano D.Fabbri e A.Munari la creatività è conoscenza e "un bambino creativo è un bambino felice" (B.Munari).

Processo per fasi: 

Il progetto IncotrArti suole articolarsi in tre fasi:- Presentazione del tema trattato: il soggetto dell'incontro può essere molto vario, si può lavorare sulle identità, sui luoghi, sul tema del viaggio - che appaiono facilmente connessi col tema interculturale. Tuttavia, utilizzando la metodologia di cui sopra, si possono presentare temi davvero molto diversi - ci è già capitato di lavorare sulle emozioni, sui colori, sulla creazione di altri mondi - preservando la natura interculturale dell'intervento. L'approccio multimediale, l'ulitizzo di un linguaggio visuale, la ricerca delle varianti ci permettono di conservare la ricerca e la valorizzazione della differenza culturale.Come specificato sopra, il tema dell'incontro viene introdotto attraverso diversi materiali (libri, leporelli, mappe, opere d'arte, fotografie, musiche, video) in una presentazione che vuole essere il più interattiva e partecipativa possibile. Crediamo nell'importanza e nel valore aggiunto dell'apprendimento informale e serendipico, delle cose scoperte per caso, degli errori convertiti in nuovi stimoli, come ci ha insegnato Gianni Rodari. Ognuno può partecipare a questa discussione con gli stimoli che ritiene adatti, al fine di creare una conoscenza di gruppo in cui collezionare tutti gli spunti pervenuti.- Attività di Laboratorio artistico-creativo e Atelier: il laboratorio costituisce lo spazio sacro dove sperimentare e rielaborare personalmente il tema trattato. Sono predisposte una serie di attività, per le quali non è richiesta nessuna competenza di carattere artistico-manuale, quanto una predisposizione a mettersi in gioco e sperimentare. Si lavorerà con diversi materiali per la realizzazione di un progetto che può essere sia individuale che comune. L'attività di laboratorio serve sì a rielaborare e riflettere sul tema, ma è soprattutto un'occasione per esprimere se stessi in un contesto di condivisione culturale. E' lo spazio per riscoprirsi creativi, per sperimentare nuovi linguaggi, per giocare con differenti materiali, per essere coinvolti in prima persona in un processo di autoapprendimento. Data la sua natura interculturale, il laboratorio mira soprattutto a mettere in comune e condividere universi culturali e simbolici, a cercare punti di contatto, a lavorare insieme su un progetto comune per scardinare errate convinzioni e pregiudizi. Serve a valorizzare tutte le culture, per evitare il rischio che la costruzione di legami e di ponti tra le culture finisca col compromettere le identità, serve a sperimentarsi in un'attività libera e non valutata dove tutti muovono dalle stesse possibilità. Non è importante il risultato concreto del laboratorio, ovvero la bellezza o il valore del manufatto realizzato, quanto che il processo attuato abbia condotto a una maggiore consapevolezza e interiorizzazione del tema trattato, oltre che all'acquisizione di un atteggiamento che non si dimenticherà più e che potrà essere riutilizzato in altri contesti della propria quotidianità.- Esposizione dei lavori e Riflessione: è importante riflettere sul lavoro svolto anche condividendolo, nei limiti della volontà di esporsi, con gli altri partecipanti. Esporre al pubblico ci aiuta a valorizzare e interpretare il nostro prodotto e a condividere idee, stimoli, volontà di espressione che sono emerse durante l'attività. Il confronto può indurci a riflettere su aspetti che non avevamo considerato o su punti di vista che ci erano sfuggiti. 

Materiali e risorse: 

Ovviamente in dipendenza dal tipo di laboratorio che verrà predisposto, si presumono i seguenti materiali di base:- carte di diverso tipo - crespa, velina, cartoncini;- colle;- forbici;- matite colorate;- pastelli (a cera o a olio);- fogli da disegno.

Esiti: 

In riferimento alle precedenti esperienze affrontate dal progetto IncontrArti, desideriamo innanzitutto che i partecipanti capiscano l'importanza di mettere in gioco le assunzioni fondanti della nostra quotidianità, per imparare a guardare la realtà da un altro punto di vista. Decostruire e in certi casi demolire le nostre certezze può sembrare pericoloso, oltre che controproducente, ma dobbiamo accettare di essere scossi per ripartire da un altra prospettiva. E' una sorta di prezzo da pagare per acquisire maggiore consapevolezza del mondo e per liberarci dai preconcetti.Ci aspettiamo inoltre che i partecipanti diventino consapevoli che ci sono codici, linguaggi, alfabeti, modi di esprimersi molto variegati e alternativi a quelli che le nostre primarie agenzie educative ci hanno insegnato. Ci piacerebbe che i partecipanti si sentissero oltremodo parte di una storia di legami, voci, emozioni scatenatesi durante l'incontro. Indipendentemente dal tema affrontato negli incontri, crediamo nel forte valore dello story-making inteso come capacità di costruire una storia partendo dagli stimoli che ognuno offre. Ciò che rimarrà loro di questo incontro sarà per noi uno dei fili di un lungo legame volto alla costruzione di ponti solidi tra le culture di cui ognuno si senta protagonista.

Valutazione: 

Il vantaggio in questo tipo di progetto consiste essenzialmente nel fatto che, non essendo richiesti requisiti, potenzialmente tutti possono prendervi parte e dare il proprio contributo. Ci si appella infatti a risorse mentali e culturali molto semplici, per lo più innate o comunque acquisite attraverso l'educazione sin dai primi anni d'età. I temi trattati sono inoltre basilari - proprio perchè pensati per i bambini - quindi non serve essere informati in materia o aver sviluppato qualche competenza in merito, quanto semplicemente voler mettere la propria esperienza e i propri punti di vista al servizio di un progetto comune.Anche i materiali con cui si lavora sono molto quotidiani, pertanto si esclude l'eventualità che qualcuno possa sentirsi inibito tanto nella fase di presentazione, che in quella di sperimentazione pratica.Tra le potenzialità c'è innanzitutto il fatto di appellarsi a diversi strumenti di comunicazione e conoscenza, tra i quali ognuno può trovare quello che più gli si addice. Le precedenti applicazioni hanno mostrato la natura aggregante dell'arte e la naturale tendenza da parte dei partecipanti a confrontarsi e a lavorare insieme e a cercare linguaggi e strategie che coinvolgessero tutti.Essendo il progetto IncontrArti un'iniziativa pensata essenzialmente per favorire l'integrazione tra bambini provenienti da background culturali differenti attraverso l'arte, la sua applicazione con un gruppo di adulti non è ancora stata testata, se non sporadicamente. Quello che potrebbe accadere è che qualcuno manifesti resistenza o si senta inadeguato nell'essere coinvolto in attività che posso sembrare, ad una prima occhiata, esclusivamente "infantili". Allo stesso tempo, durante la presentazione, i materiali utilizzati sono principalmente rivolti all'infanzia e qualche partecipante potrebbe aver perso confidenza con questo genere di strumenti.  

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