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Gioco del talento

Tipo di strumento : 
Attività
Durata: 
90-120 min
Argomenti affrontati : 
Spirito d'iniziativa e imprenditorialità
Sviluppo personale

Quando una persona scopre il suo talento è nel pieno delle sue passioni e capacità, quindi sta bene e si diverte! È fondamentale far emergere talenti nascosti, assopiti o soffocati; una volta trovati si riesce a cambiare prospettive per il proprio futuro.

Finalità: 

lo strumento presentato si pone come finalità quella di favorire la scoperta del proprio talento attraverso il gioco, l’esplorazione e il confronto con altre persone. Esplorare i propri desideri, le proprie passioni, capacità per favorire di conseguenza le opportunità occupazionali dei giovani. È altresì uno strumento per gli operatori giovanili per aiutare i giovani a trovare un punto di partenza per costruire un percorso di crescita personale e/o professionale. Si concentra sul modo in cui i formatori in primis possono trovare il proprio talento e di conseguenza aiutare i giovani a trovare il loro. Attraverso un’attività ludica e altamente creativa si arriva alla riflessione sui concetti di talento, capacità e passione, aumentando la propria autostima e consapevolezza. Il punto di partenza e di ispirazione iniziale sono le pubblicazione dell'educatore Ken Robinson, famoso per i suoi libri, i suoi discorsi TED e i suoi ragionamenti motivanti e ispiratori. Secondo Ken Robinson ”the element” è il punto in cui le passioni personali e i talenti naturali si incontrano. Quando qualcuno è nel suo elemento, si trova al massimo della sua efficacia e soddisfazione. Altri riferimenti utili nella fase di debriefing sono la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner e il Piccolo manuale del talento di Daniel Coyle.

Metodologia: 

L’attività si concentrerà molto sull'apprendimento esperienziale e sull'applicazione di metodologie e pratiche di educazione non formale. I partecipanti saranno i protagonisti, partendo dal presupposto secondo cui le situazioni di maggior impatto sono quelle che viviamo con tutti i nostri sensi, quelle nelle quali viviamo emozioni, interagiamo con altri e ci divertiamo. Ogni partecipante avrà modo di sperimentarsi come singolo in relazione agli altri membri del gruppo, e di apprendere attraverso il noto Learning by Doing. La metodologia di lavoro è quindi pratica, ludica e interattiva. Con l’action learning si apprende dall’esperienza, attraverso l’azione e la riflessione su di sé.

Processo per fasi: 

1. Si deve partire dal presupposto che ognuno ha le sue personali capacità e passioni, ognuno ha la sua “intelligenza” e il suo “stile di apprendimento”.
2. Preparazione dello spazio:
- una stanza libera da ostacoli, un pc collegato ad una cassa audio di medie dimensioni
- si nascondono le bottiglie di plastica nella stanza (quante sono le persone che partecipano, ma a loro non si specifica che ce ne sono per tutti)
3. Attività di preparazione (20-25 min):
- ogni partecipante deve semplicemente trovare una bottiglia: mettere un po' di tensione nella ricerca come se ci fosse un premio o un'eliminazione;
- ognuno cercherà nello spazio preposto una bottiglia, in caso ne trovassero più di una, possono dare consigli agli altri… (a volte il tuo talento lo scoprono gli altri, può essere più facile vedere i talenti altrui)
- seduti in cerchio, ognuno con la sua bottiglia; si posiziona al centro del cerchio lo scatolone di materiali poveri…
- 15 minuti per decorare a piacimento la propria bottiglia, per renderla bella, preziosa e personale;
- si può riempire con oggetti leggeri (semi, perline colorate...suona?), colorarla, attaccare fogli tappezzeria colorata, cordini, fiocchi, fili di lana etc.
4. Attività in movimento (30-45 min.):
- inizia la fase attiva di movimento: in silenzio e con la musica d’accompagnamento (si consigliano brani senza parole, quindi non canzoni) i partecipanti si spostano nello spazio con la loro bottiglia, la scoprono, la proteggono, la mostrano, ci giocano e si divertono;
- la posano per terra e la guardano da diverse angolazioni, si allontano da essa e ci ritornano;
- i partecipanti si incontrano, si incrociano, si scambiano sguardi, osservano le bottiglie degli altri, confrontandole…
- giochi di sfida, anche ad eliminazione, con le bottiglie; giochi di riscaldamento e coordinamento ispirati alle tecniche teatrali e musicali; giochi di equilibrio con le bottiglie utilizzando le varie parti del corpo; si danza, si collabora, in coppia e in gruppo sempre utilizzando le bottiglie.
5. Attraversamenti dello spazio individualmente (almeno 2 volte: 15-20 min):
- si forma una linea che scorre, ogni partecipante a turno attraverserà la stanza diagonalmente con la sua bottiglia e quando sarà al centro dello spazio (del palco) dovrà fermarsi, creare un contatto visivo con tutti gli altri partecipanti (la platea) e senza usare le parole dovrà fare un gesto, una piccola esibizione con la sua bottiglia, qualsiasi cosa lo rappresenti; infine dovrà concludere la diagonale raggiungendo il facilitatore che deve aspettarlo e accoglierlo (qualsiasi forma di esibizione è accettata e ammessa con entusiasmo).
6. Debriefing:
ci si ritrova in cerchio, bisogna considerare almeno 20-30 minuti per questa fase. Condividere l’esperienza ragionando sui vari passaggi; il facilitatore può preparare una lista di domande per stimolare la discussione. Si riflette sul possibile parallelismo metaforico di tutti i passaggi come se le bottiglie fossero i nostri talenti: ciò che avete scoperto e reso prezioso è il vostro talento. (cfr: intelligenze multiple Howard Gardner, The Element Ken Robinson...)
Alcune punti utili per la riflessione possono essere: il talento è da scoprire, da trovare e individuare prima di tutto, ognuno ci mette il suo tempo a individuarlo, alcuni vengono aiutati da altri, a volte è più facile vedere quelli altrui; come vi siete mossi? come vi siete sentiti quando l'avete trovato? e quando non lo trovavate? Come ve ne siete presi cura, come l’avete utilizzato da soli e insieme agli altri? Avete collaborato? Vi siete aiutati?
Il facilitatore deve aver osservato con costanza e attenzione tutte le fasi dell’attività; infine prende nota di quel che viene detto su una lavagna.

Materiali e risorse: 

- pc, cassa acustica e cablistica necessaria ai collegamenti
- bottiglie di plastica riciclata (di acqua o bibite), una per partecipante
- materiale povero di recupero tipo tappi, perline, semi, gomitoli di lana, carta adesiva, pennarelli indelebili, cordini, fiocchi, carta colorata
- forbici, colla per materiale, scotch ...
- cancelleria di base (fogli e penne) per il debriefing finale
- 1 facilitatore che si occupi di condurre la fase di gioco e la successiva fase di debriefing e valutazione

Esiti: 

si assume consapevolezza che ognuno possiede uno o più talenti, si riflette sui fattori facilitatori alla loro scoperta ed espressione, si analizzano possibili piste di lavoro future per costruire piani di crescita personali e professionali.

Valutazione: 

Accurata gestione dei tempi e degli spazi; non obbligare i partecipanti a fare cose straordinarie, lasciare libero il livello e il modo di partecipazione/interazione con gli altri; scelta delle musiche; ascolto attivo durante tutta la durata dell'attività; accurata fase di debriefing con rimando ai concetti di The Element di Ken Robinson e alla teoria dell'intelligenze multiple di Howard Gardner.

Rating: 
3.8
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